Economia turismo 

Confindustria Nautica chiede hotel a 5 stelle, ma quelli che già ci sono non hanno riempito le camere

Il presidente dell’associazione degli industriali nautici, Piero Formenti, ha detto: «Vogliamo fare arrivare il turismo del lusso? Quali sono gli hotel in cui lo possiamo accogliere?». Ma la situazione riscontrata a Genova, spiega la referente degli alberghi di Confindustria, Laura Gazzolo, mette in chiaro che gli hotel di fascia alta sono stati tutti ben lontani dal sold out, con punte di occupazione dell’85% in concomitanza con un convegno medico. E intanto le fasce più basse devono fare i conti con industrie nautiche che fanno dormire il personale sulle barche o in camper e con gli AirBnb

«All’aeroporto di Genova è già difficile arrivarci se si è italiani, figuriamoci se si è esteri. Si potrebbe arrivare da Milano, ma non c’è ancora una ferrovia veloce fra Milano e Genova. Vogliamo fare arrivare il turismo del lusso? Quali sono gli hotel in cui lo possiamo accogliere? Queste sono le cose che abbiamo bisogno di risolvere». Lo ha detto ieri Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, alla conferenza stampa di chiusura del Salone. Anche la sindaca Silvia Salis ha fatto un riferimento alla questione alberghiera: «Sappiamo che si può sempre migliorare, ad esempio sulla ricettività alberghiera e su un migliore coordinamento delle tempistiche di organizzazione dei saloni nautici ma è proprio nel confronto con Confindustria Nautica e con tutti gli attori del territorio che si troveranno soluzioni adeguate». Queste sono le dichiarazioni, poi ci sono i numeri, che raccontano un’altra storia.

Laura Gazzolo, referente per gli alberghi di Confindustria Genova, racconta che nei giorni dell’ultimo Salone Nautico, che si è chiuso ieri, l’occupazione dei cinque stelle non ha superato percentuali di occupazione tra il 72 e l’85%. I cinque stelle a Genova sono cinque: il Capitolo Riviera a Nervi, il Bristol, il Savoia, palazzo Durazzo e il Melia. In tutto circa 400 camere. Si aggiungono i 4 stelle superior che si sono attestati più o meno sulla stessa percentuale di occupazione. Ai 5 stelle presenti si aggiungerà il Sofitel Genova Waterfront, proprio nell’area in cui si tiene il Salone Nautico. Aggiungerà 120 camere, di cui 20 suite. Lo ha annunciato ieri il gruppo Accor.


«Mi piace parlare per costruire qualcosa, non per fare polemica – dice Gazzolo -. Ma se dopo vent’anni sento ancora discorsi di carenza di infrastrutture bisogna che risponda con i numeri. Non lo faccio per protezionismo: sono un direttore, non un proprietario. Dico le cose come stanno. Gli unici giorni in cui gli hotel cittadini si sono riempiti un po’ di più sono stati quelli in cui, in coincidenza, in città c’era un convegno medico. Se si vuole fare di Genova una destinazione importante non si può pensare che la città “viaggi” solo per i giorni del Salone Nautico, è evidente».


C’è poi la questione generale di tutti gli hotel della città in rapporto col Salone Nautico. I tempi delle vacche grasse, del tutto esaurito, sono finiti da tempo. Una volta c’era un accordo tra la città e i cantieri: non si poteva dormire sulle barche e gli alberghi si riempivano indipendentemente dal prezzo. Ai tempi della crisi questo accordo è saltato e gli hotel hanno perso molti pernottamenti degli staff dei cantieri e degli allestitori. C’è anche chi dorme in roulotte o in camper e nel frattempo è nato il fenomeno degli AirBnb. Quella del Salone resta altissima stagione, ma non più dei ponti di primavera. Cercando su Booking una stanza a Düsseldorf per il prossimo 17 gennaio (sabato di fiera), abbiamo trovato prezzi che vanno dai 691 a 81 euro perle categorie più basse. A Genova, nei giorni del salone, le camere nei cinque stelle non sono state vendute a più di 500 euro per notte.


«Vorrei fare una riflessione – prosegue Gazzolo -: Milano, Fashion Week, camere occupate al 100% durante gli eventi, che si rincorrono continuamente nel corso dell’anno, il prezzo medio delle camere – non in centro, ma su tutta la cerchia di milanese – è tra i 700 e gli 800 euro. Poco inferiori i prezzi relativi al periodo del Salone Mobile. Io non ho mai sentito organizzatore o amministratore locale di questi eventi che si sia lamentato di prezzi o disponibilità degli hotel. Parliamoci chiaro, la differenza non siamo noi, è chi gestisce la città o chi si occupa degli eventi e non gli alberghi, gli alberghi sono una conseguenza. La questione non è solo il prezzo, ma l’offerta di eventi che fanno camminare le imprese, non solo gli hotel».
Insomma, non sarebbero gli hotel a non essere all’altezza, ma la città che al momento non è in grado di garantire l’aumento delle strutture di fascia più alta. Seve essere ben chiaro che ai visitatori con maggiore capacità di spesa bisogna offrire servizi ed eventi anche (ma non solo) nel periodo del Salone Nautico. Il salone che attrae il lusso, quello che si organizza nel Principato di Monaco (biglietto di ingresso di circa 600 euro e 30 mila visitatori che si sono potuti permettere di pagarlo), ha offerto ben di più di un aperitivo o la discoteca all’aperto in via Garibaldi e un raduno di auto d’epoca organizzato dai commercianti, come è stato a Genova per il Salone. Una volta all’evento di punta del fuori salone contribuivano sensibilmente le industrie della nautica, ora non più.


Il Monaco Yacht Show è l’esposizione mondiale dei superyacht che quest’anno erano oltre 300. Il più grande era il Breakthrough, lungo ben 118,8 metri. L’ammiraglia del Salone Nautico è stata la l’Amer 120, lunga “appena” 35,50 metri. I frequentatori hanno in Montecarlo una città che li sa accogliere nel lusso: serate di gala, cocktail esclusivi e party a bordo degli yacht e in club prestigiosi sulla terra ferma. A Genova sapremmo offrire altrettanto? L’impressione è quella che l’eterna critica agli hotel sia solo una foglia di fico per nascondere l’inadeguatezza della città e la difficoltà di parte degli operatori della nautica a puntare al massimo su Genova invece che su altre kermesse all’estero.


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